MAURO RAVERA

Rossiglione (genova)

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  • titolo = Bistrot
  • altezza = 100
  • larghezza = 70
  • spessore = 1,5
  • tecnica =
  • anno =
  • prezzo = 3.300
  • stile = pop art
  • contenuti = no
  • note = no

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  • titolo = 25 Aprile
  • altezza = 70
  • larghezza = 50
  • spessore = 1,5
  • tecnica =
  • anno =
  • prezzo = 2100
  • stile = pop art
  • contenuti = no
  • note = no

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  • titolo = Clint
  • altezza = 100
  • larghezza = 70
  • spessore = 1,5
  • tecnica =
  • anno =
  • prezzo = 3300
  • stile = pop art
  • contenuti = no
  • note = no

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  • titolo = Gli invisibili
  • altezza = 70
  • larghezza = 50
  • spessore = 1,5
  • tecnica =
  • anno =
  • prezzo = 2100
  • stile = pop art
  • contenuti = no
  • note = no

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  • titolo = La voce della Lirica
  • altezza = 100
  • larghezza = 70
  • spessore = 1,5
  • tecnica =
  • anno =
  • prezzo = 3500
  • stile = pop art
  • contenuti = no
  • note = no

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  • titolo = La Scapigliata
  • altezza = 70
  • larghezza = 50
  • spessore = 1,5
  • tecnica =
  • anno =
  • prezzo = 2100
  • stile = pop art
  • contenuti = no
  • note = no
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    BIOGRAFIA Il percorso del piemontese Mauro Ravera inizia da autodidatta seguendo quel filo sottile che lo ha sempre legato indissolubilmente alla gioia di disegnare e dipingere, senza influenze accademiche, senza regole, solo con la libertà assoluta di sperimentare strade artistiche e dirigersi verso quella che sente più affini a ogni particolare momento del suo percorso . inizialmente legato al Neorealismo, lentamente si sposta verso il Metafisico, grazie al quale esplora e si interroga su concetti filosofici ed esistenziali. Il passaggio verso il NeoPop lieve è, prima modifica la gamma cromatica per spostare il verso tonalità piene, irreali, che co la realtà del filtro non osservatore di guardare come se avesse davanti un colorato, come nelle il visibile e Simona e Akim, nelle il concetto ei soggetti diventano intensi e vibranti, capaci di trasportare l'osservatore all'interno di un mondo parallelo dove tutto può essere diverso. Poi si sposta in modo via via più incisivo verso una maggiore solarità e sottile ironia con la quale rappresenta apparentemente in modo irriverente, dei mostri sacri della scienza del passato. Poi si dedica ai miti cinematografici, i nuovi miti, quelli che non erano stati stati immortalati nella Pop Art semplicemente perché ancora non esistevano, nuove dive diverse da quelle delle copertine patinate degli cinquanta del secolo scorso, meno anni fatali, più concrete e con i piedi per terra e tuttavia continuano star, così in alto da essere entrate di diritto nell'Olimpo hollywoodiano quasi fin dal loro esordi. Mauro Ravera scieglie Julia Roberts, Angiolina Jolie, Monica Bellucci nelle loro pose più naturali, in momenti di relax anziché immortalarle nelle loro immagini più istituzionali, pubbliche, proprio peerchà la società contemporanea è cambiata e il pubblico, quel popolo a cui la Pop Art si rivolge, desidera modelli più raggiungibili, più vicini alla loro quotidianità, per credere che tutto possa essere possibile, per chiunque, Un artista singolare Ravera, ironico, che fa l'occhiolino cinema ma non dimentica anche le basi scientifiche che non consentono all'uomo contemporaneo vivere di non vivere con l'uomo contemporaneo al comfort prima che c'erano. Marta Lock
    STORIA ARTISTICA Il percorso del piemontese Mauro Ravera inizia da autodidatta seguendo quel filo sottile che lo ha sempre legato indissolubilmente alla gioia di disegnare e dipingere, senza influenze accademiche, senza regole, solo con la libertà assoluta di sperimentare strade artistiche e dirigersi verso quella che sente più affini a ogni particolare momento del suo percorso . inizialmente legato al Neorealismo, lentamente si sposta verso il Metafisico, grazie al quale esplora e si interroga su concetti filosofici ed esistenziali. Il passaggio verso il NeoPop lieve è, prima modifica la gamma cromatica per spostare il verso tonalità piene, irreali, che co la realtà del filtro non osservatore di guardare come se avesse davanti un colorato, come nelle il visibile e Simona e Akim, nelle il concetto ei soggetti diventano intensi e vibranti, capaci di trasportare l'osservatore all'interno di un mondo parallelo dove tutto può essere diverso. Poi si sposta in modo via via più incisivo verso una maggiore solarità e sottile ironia con la quale rappresenta apparentemente in modo irriverente, dei mostri sacri della scienza del passato. Poi si dedica ai miti cinematografici, i nuovi miti, quelli che non erano stati stati immortalati nella Pop Art semplicemente perché ancora non esistevano, nuove dive diverse da quelle delle copertine patinate degli cinquanta del secolo scorso, meno anni fatali, più concrete e con i piedi per terra e tuttavia continuano star, così in alto da essere entrate di diritto nell'Olimpo hollywoodiano quasi fin dal loro esordi. Mauro Ravera scieglie Julia Roberts, Angiolina Jolie, Monica Bellucci nelle loro pose più naturali, in momenti di relax anziché immortalarle nelle loro immagini più istituzionali, pubbliche, proprio peerchà la società contemporanea è cambiata e il pubblico, quel popolo a cui la Pop Art si rivolge, desidera modelli più raggiungibili, più vicini alla loro quotidianità, per credere che tutto possa essere possibile, per chiunque, Un artista singolare Ravera, ironico, che fa l'occhiolino cinema ma non dimentica anche le basi scientifiche che non consentono all'uomo contemporaneo vivere di non vivere con l'uomo contemporaneo al comfort prima che c'erano. Marta Lock
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